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COMUNE DI SESTO CAMPANO


Censimento dei Terreni gravati da Uso Civico





USI CIVICI - Breve nota informativa

  • L’uso civico è un diritto di godimento che viene esercitato su un particolare terreno da parte di una collettività di persone. Nel Mezzogiorno d’Italia esiste la così detta proprietà collettiva, ovvero una proprietà che fa capo alla collettività locale e che viene gestita, a beneficio della stessa, dai Comuni, loro frazioni o, laddove esistenti, da Associazioni agrarie.

  • La legge fondamentale in materia di usi civici e proprietà collettiva è la legge n. 1766 del 16/6/1927 che disciplina, sotto l’unico termine di usi civici, due diverse figure giuridiche ben distinte: gli usi civici in senso stretto e la proprietà collettiva.

  • La proprietà collettiva disciplinata dalla legge del 1927 è destinata alla conservazione ed alla pianificazione economica e gli usi esercitati possono variare nel loro contenuto e nella loro estensione. L’art. 11 della legge del 1927 prevede la destinazione dei terreni di proprietà collettiva in due categorie:

-  categoria A: terreni convenientemente utilizzabili come bosco o pascolo permanente;

-  categoria B: terreni convenientemente utilizzabili per la coltura agraria.

  • Prima dell’assegnazione tutti i beni in proprietà collettiva sono inalienabili, imprescrittibili e soggetti al divieto di mutamento di destinazione. Vige, infatti, il principio della conservazione dei beni civici nella loro struttura e funzionalità in attesa della definitiva sistemazione.

  • Con l’assegnazione a categoria, le terre di categoria A), cioè i boschi ed i pascoli, continuano ad appartenere alla collettività e sono soggetti al rigoroso regime di inalienabilità, indisponibilità ed imprescrittibilità degli usi.  Per tali terre, una volta accertati, con provvedimento regionale, gli usi civici consentiti su esse, occorre disciplinarne l’uso mediante apposito regolamento.

  • I terreni di categoria B), utilizzabili a coltura agraria, a seguito delle verifiche disposte dall’Organo competente (prima Commissariato Liquidazione Usi Civici, oggi Regione), possono essere stati legittimati a favore degli occupatori trovati in possesso dei requisiti previsti dagli articoli 9 e 10 della legge 1766/1927. Per effetto delle disposte legittimazioni, i terreni sono passati in proprietà delle ditte legittimate, tutte tenute per legge al versamento di un canone, con diritto a richiedere l’affranco dallo stesso ai sensi dei citati articoli 9 e 10 della legge sopracitata e dell’articolo 11 della L. R. 14/2002.

  • Il canone annuo, così come determinato dal Perito Istruttore demaniale ed omologato con il provvedimento di legittimazione, è dovuto, fatto salvo l’aggiornamento all’attualità calcolato in base all’articolo 12 delle citata LR 14/2002, da tutti gli intestatari delle ordinanze commissariali di legittimazione ovvero dai lori eredi e/o aventi causa. Ai sensi dell’articolo 2948 del codice civile, esso soggiace al termine di prescrizione quinquennale, per cui risulta necessario, anche al fine di evitare eventuali responsabilità per danno erariale (come più volte messo in rilievo dalla Corte dei Conti) procedere, nell’immediato, al recupero delle ultime cinque annualità del canone oltre a quella corrente.